La concorrenza sleale di Amazon

Ho deciso di spendere due righe per riflettere su un argomento molto delicato. Personalmente sono sempre stato un liberista, non mi piace introdurre regole che drogano il mercato e sono convinto che, come tutti i fenomeni fisici, il mercato stesso riesce a regolarsi da solo e raggiungere un punto di equilibrio. Ahimè ci sono eccezioni. O meglio, l’equilibrio è stato raggiunto ma completamente a favore di un unico attore: Amazon.

Chi di noi non ha acquistato qualcosa su Amazon? Io acquistavo su Amazon quando ancora vendeva solo libri. Il servizio era impeccabile, si trovavano tutti i libri possibili ed immaginabili, ma soprattutto arrivavano in poco tempo. Posso con serenità affermare che la user experience su quell’e-commerce era impeccabile, al punto che mi ritrovai a comprare libri che nemmeno mi occorrevano. Poi, attorno al 2014, Amazon aprì un nuovo mondo in Italia: potevi godere dello stesso piacere di acquistare nello stesso posto non solo libri ma anche molti altri articoli di uso quotidiano. Arriviamo ad oggi (fine 2020) in cui Amazon non ha rivali, in quanto a servizi offerti, varietà di prodotti e tutto ciò di cui un negozio on line necessità.

Dopo questa bellissima sviolinata veniamo al punto critico: le spese di spedizione. Amazon ci ha abituato alle spedizioni gratuite. Da cliente, non vi nascondo, che mi piacciono moltissimo. Non mi vincolano a fare un acquisto cumulato (prendere più prodotti per ammortizzare il costo delle spedizioni) e posso, in qualunque momento, acquistare quello che desidero e di cui ho bisogno trasformando di fatto Amazon nell’alimentare sotto casa. Il problema però nasce nella competizione sleale che Amazon fa con gli altri e-commerce o semplicemente a tutti quelli che vendono on-line appoggiandosi ad altri marketplace come eBay. Come si può facilmente intuire, Amazon non fa le 500 spedizioni al mese che fa lo shop di PolyShaper. Giusto per dare un dato trovato sul web, nel 2017 Amazon ha fatto 5 MILIARDI di spedizioni a livello globale. Questo comporta che Amazon ha accesso ad un prezziario ben diverso (molto ma molto più basso) da quello di PolyShaper. Ci sono diversi ordini di grandezza tra i due volumi di spedizioni ma basterebbe un solo ordine di grandezza più basso sul prezzi di spedizione, da 10 a 2 euro per esempio, per rendere Amazon un monopolista del commercio elettronico al quale non è possibile fare concorrenza alcuna.

Ho un’idea e la butto lì: ma se tutti (anche i privati) accedessero ai prezzi delle spese di spedizione a cui accede Amazon? Commercialmente, lo so, è un’aberrazione. Se ho un cliente che mi acquista 100 macchine all’anno non posso fargli lo stesso prezzo che faccio al singolo utente. Se però interpretassimo le spedizioni come un sevizio nazionale al pari di telefonia, acqua, luce e gas forse non ha un’accezione così folle. D’altronde, riflettiamo, le spedizioni sono un servizio che ci unisce. Consentono ad un piccolo negozietto di nicchia di vivere dignitosamente in quanto, on line, accede ad un mercato molto più ampio rispetto a quello a cui potrebbe accedere nel suo circondario. Inoltre, è vero che Amazon ha dato il LA, ma siamo noi utilizzatori che, acquistando ogni giorno on line, facciamo sì che questo mercato continui ad essere florido. Allora perchè non usufruire anche noi di un servizio di spedizioni economico?

Buon lavoro a tutti,

Flavio

2 pensieri su “La concorrenza sleale di Amazon

  1. Giusy dice:

    Buongiorno, Giusto tutto ma farlo diventare un servizio nazionale sembra un miraggio cmq troppo complicato e lontano, si potrebbe pensare ad “gruppo” di privati che acquistano insieme dei pacchetti, più siamo meno paghiamo, da queste parti hanno gia’ avviato un progetto del genere, se vuoi mi informo meglio e ti aggiorno

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