Come nacque PolyShaper

Pochi di voi sanno che la nostra start-up non è nata con le macchine 2D taglia polistirolo. Carmine ed io proveniamo dal mondo universitario e, come tali, di competenze imprenditoriali ne avevamo ben poche. Come tutti i ricercatori avevamo fatto il classico errore di pensare prima a creare un prodotto “fico” e poi a domandarci come venderlo. Fatto sta che, quando decidemmo di fare qualcosa insieme, conciliammo varie competenze acquisite durante il periodo universitario (polistirolo, CNC, CAD 3D, tecnologia meccanica, Arduino) e creammo una tecnologia per lavorare tridimensionalmente il polistirolo e le demmo il nome di PolyShaper.

Creare una nuova tecnologia meccanica era palesemente una bella sfida scientifica, tanti problemi da risolvere, parametri da ottimizzare, insomma per noi vendere PolyShaper era l’ultima cosa a cui stavamo pensando. Di seguito il video della campagna di crowdfunding (andata male) del VERO PolyShaper.

La cosa divertente è che in questo lungo periodo di test sulla macchina 3D, c’era la necessità di realizzarci dei parallelepipedi precisi (che normalmente realizzavamo a mano) da usare sulla macchina 3D come provino. Nacque così la prima macchina 2D realizzata da noi. Quasi per gioco mettemmo l’annuncio su eBay anche di questa. Alla fine di quell’anno avevamo venduto diverse macchine 2D e nemmeno una tridimensionale. A gran malincuore, per ragioni puramente economiche e commerciali abbandonammo la tecnologia da noi inventata e ci dedicammo solo allo sviluppo ed al miglioramento delle macchine 2D. Questo articolo è dedicato proprio a quella tecnologia ed è un piccolo tentativo per non dimenticare qualcosa in cui avevamo creduto tanto e che, in qualche modo, ci ha portato dove siamo ora.

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