PLA espanso: una probabile valida alternativa al polistirolo

In un precedente articolo che parlava della riciclabilità del polistirolo (link all’articolo) avevo anticipato l’esistenza di un materiale molto simile al polistirolo ma di origine vegetale. Stiamo parlando del PLA espanso. Il PLA o acido polilattico è una plastica di origine vegetale molto noto soprattutto nel mondo della stampa 3D. Il processo per ottenere il PLA parte dalla fermentazione dell’acido lattico che può avvenire in modo naturale o di sintesi. La differenza tra le due è molto importante in quanto con la fermentazione naturale la plastica che si ottiene è facilmente compostabile, come tutti i prodotti organici che conferiamo nell’umido. Il PLA sintetico invece è comunque compostabile ma necessita di particolari condizioni di temperatura. Questo significa che se sconsideratamente gettiamo in mare un pezzo di PLA, ottenuto per sintesi chimica, lo ritroveremo a galleggiare per molto tempo come tutte le altre plastiche.

Ci sono varie aziende nel mondo che stanno portando avanti lo sviluppo del PLA espanso come valida alternativa al polistirolo. Purtroppo le difficoltà tecniche sono molteplici ed il PLA espanso ancora è un materiale prototipo. Tra queste difficoltà troviamo il processo d’espansione dei pellet di PLA (totalmente diverso a quello del polistirene) ma soprattutto la sinterizzazione dei grani espansi, specialmente nelle parti interne del blocco stampato. In ogni caso all’apparenza, come si vede in foto, il PLA espanso è veramente molto simile al polistirolo anche se a parità di densità risulta essere molto più rigido. Questo può essere un bel vantaggio nel suo uso come materiale per la realizzazione di gadgettistica, sicuramente meno per l’imballaggio. Come si può notare sempre dalla foto, la grana è particolarmente grossolana ed anche questa penso che sia una proprietà ancora non ben studiata dato che non rappresenta un problema nell’uso più comune che è quello dell’imballaggio.

Ho fatto varie prove di taglio e verniciatura con la mia Oranje. Ho constatato che ho dovuto mantenere una velocità di taglio molto ridotta, paragonabile a quella del polistirene estruso. In compenso durante il taglio si sente un simpatico aroma di zucchero bruciato, sicuramente più saporito del polistirolo tagliato. A tal proposito ho letto vari articoli scientifici sulle emissioni create dalla vaporizzazione del PLA e sembra che abbia un livello di tossicità paragonabile a tutte le altre plastiche (sicuramente inferiore a quella dell’ABS!). Così come non si giudica una persona dall’apparenza, traiamo la conclusione che non si giudica la tossicità dall’odore. Ma torniamo alle discussioni amene. Il taglio che si ottiene con la Oranje è netto e molto pulito, a patto di qualche filamento plastico che si produce nella fusione ma che si rimuove facilmente a mano. Ho realizzato un piccolo progettino diviso in più parti per provare vari colori. La parte nera dell’esterno l’ho verniciata con bomboletta spray mentre le foglie a pennello. La cosa interessantissima è che i petali della rosa li ho verniciati con una bomboletta a solvente normale. Ebbene si! a differenza del polistirene che è solubile (si scioglie) con qualunque solvente, il PLA assolutamente NO. Questa caratteristica credo che abbia drizzato le antenne dei più, consapevole delle grandi difficoltà che si hanno nel rifinire il polistirolo dovuta alla necessità di trovare tutti prodotti specifici privi di solventi. Ad ogni modo, il risultato è piuttosto accattivante e sento di poter affermare che il PLA espanso rappresenta (o rappresenterà) una validissima alternativa al polistirolo.

Mi chiederete: qual è il problema allora? Perchè non iniziamo ad usare tutti il PLA espanso? Come al solito la risposta è puramente economica. Il PLA espanso attualmente costa dalle 7 alle 8 volte il costo del polistirolo all’ingrosso. Va da se che il suo utilizzo non è attualmente un’opzione plausibile per tutti i professionisti che lavorano con le nostre macchine e con il polistirolo. La cosa che può rincuorarci è che non è un costo legato al materiale in se ma al processo produttivo innovativo e alle scarse economie di scala che i produttori hanno, unitamente alla scarsa domanda da parte del mercato. Ci auguriamo che le nostre istituzioni decidano di potenziare o la filiera del riciclaggio del polistirolo oppure incentivare l’utilizzo del PLA espanso.

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